Il Cilento è un’ area che racchiude sistemi collinari e sistemi più forti e incisivi, come i corsi dei torrenti che hanno scavato nelle rocce.
Questo contrasto è determinato da una duplice natura geologica delle
rocce che costituiscono questo territorio: la prima detta Flysch del Cilento, si riscontra nei pressi del Fiume Alento
(vedi
foto) e nei principali monti del Cilento occidentale (Monte Centaurino), la seconda è rappresentata dalle
rocce calcaree si possono osservare nei rilievi montuosi interni (Alburni e Cervati
vedi
foto) e meridionali (Monte Bulgheria, Monte Cocuzzo).
Sulla costa il fenomeno del Flysch si caratterizza per
la sovrapposizione di rocce, le quali danno vita a forme
e colori vari, ricoperte di macchia mediterranea (vedi
foto).
Il territorio montano è forggiato dalle forme carsiche, e dalla ruvidità di taluni versanti a causa d'attività tettoniche passate e dai solchi scavati dai torrenti.
Le forme carsiche, nascono dallo scioglimento del carbonato di calcio, si hanno due risultati: le forme possono essere superficiali (epigee), come i solchi dei campi carreggiati e le doline, oppure profonde (ipogee), quali grotte, inghiottitoi, gallerie e cavità.
Il fenomeno carsico (ipogee) nel Cilento si può ammirare: grotta di Castelcivita
(vedi
foto), lunga circa 5 km; la grotta di Pertosa
(vedi
foto); la grotta dell'Auso presso S. Angelo a Fasanella.
La Flora
La flora nel Cilento vanta circa 1800 specie di piante autoctone spontanee, e molte di esse rare. Ricordiamo la Primula di Palinuro (Primula palinuri), simbolo del Parco, specie che si sviluppa solo a Palinuro.
Nel Cilento sono presenti sulla costa specie tipicamente mediterranee che crescono in ambienti aridi, mentre nell’interno sono presenti piante di alto fusto.
Nel corso dei secoli le piante hanno occupato tutti gli spazi disponibili, compresi quelli creati dall'uomo, arricchendo la
biodiversità presente.
Sulle spiagge è presente il raro Giglio marino (Pancratium maritimum), sulle scogliere vegetano fitocenosi ad alofite estremamente specializzate, ricordiamo: la Statice salernitana (Limonium remotispiculum), il Garofano delle rupi (Dianthus rupicola), la Centaurea (Centaurea cineraria), l'Iberide florida (Iberis semperflorens), la Campanula napoletana (Campanula fragilis).
L’ area costiera è inquadrata come mediterraneo-arida, regna la macchia mediterranea e boschi sempreverdi, in due sole località costiere attecchisce anche la Ginestra del Cilento (Genista cilentina), specie autoctona scoperta nel 1993.
Nel Cilento intero, si ritrovano boschi di: querce, aceri, tigli, olmi, frassini e castagni; più in alta quota, lungo i versanti dei monti, sono presenti boschi di faggio, acero di Lobelius e l'ontano napoletano. Sui cocuzzoli dei Monti Alburni, del Cervati, m. Motola, m. Bulgheria sopravvivono: Crespino dell'Etna (Berberis aetnensis), Sassifraghe, l'Aubrieta columnae, le Centauree di montagna, la Betulla (Betula pendula), Abete bianco (Abies alba), Bosso (Buxus sempervirens), il Platano (Platanus orientalis).