L' ambiente fisico di Capaccio-Paestum

Il comune di Capaccio-Paestum  è localizzato nella regione Campania in provincia di Salerno, è ubicato a 43 km di distanza dal capoluogo di provincia (Salerno). I comuni confinanti con Capaccio sono: Eboli a Nord; Albanella a Nord-Est; Roccadaspide ad Est; Trentinara Giungano, Cicerale a Sud-Est; Agropoli a Sud. Ad Ovest, Capaccio confina invece con il Mar Tirreno.

Il sistema di infrastrutture è così organizzato:

Il comune di Capaccio ha un estensione 111.6 km quadrati, è il comune più grande della provincia di Salerno. È diviso in 12 frazioni geografiche:

Dati topografici:

Il clima di Capaccio è di tipo mediterraneo (subtropicale con estate asciutta) dal momento che le coste del comune sono bagnate dal Tirreno.

Coordinate geografiche:

Temperature medie di Capaccio:

(Dati messi a disposizione dalla Stazione Meteorologica dell' Aeronautica Militare di Pontecagnano, Salerno)

Le precipitazioni medie annue si attestano tra 1.000 a 1.500 mm, concentrandosi in Autunno e in Primavera. La vegetazione spontanea è classificata come appartenente al tipo "macchia mediterranea". Geologicamente il territorio è composto da litorale tirrenico, costituito prevalentemente da terreni alluvionali e dune fisse. Più specificamente il terreno è composto di rocce sedimentarie risalenti all'era Neozoica.

L'esame dell'ambiente del comune di Capaccio permette di notare che coesistono vari sistemi tra di loro interdipendenti. Il territorio può essere suddiviso in tre fasce:

 

Il litorale

Il litorale di Capaccio ha una lunghezza di dodici chilometri di costa e denota un elevato valore naturalistico grazie alla presenza di eco-sistemi rari. La spiaggia è composta da sabbia. La profondità dell'arenile è di metri 80 (circa), non è sottoposto ad eventi erosivi, né all'accumulo di alghe. Inoltre, non è eccessivo dopo le mareggiate. Nel sistema litorale sono presenti le "Dune", le quali ospitano elementi di vegetazione psammofila. Uno studio sulla flora e la vegetazione delle coste sabbiose del Parco Nazionale del Cilento, ha sottolineato come, lungo la fascia costiera del comune, il sistema litorale (cioè, il paesaggio caratterizzato da tutti i popolamenti della fascia costiera emersa, influenzati indirettamente dal mare) conservi, in diversi punti, il paesaggio vegetazione costiero proprio di tale ambiente naturale.

Analizzando la fascia Retro Dunale si nota che questa è ricoperta da un' estesissima pineta con elementi di macchia mediterranea e di leccio. La pineta non è una formazione spontanea ma il risultato della messa a dimora di due specie di conifere  - il Pino Domestico (Pinus Pinea) ed il Pino d'Aleppo (Pino Halepensis) - compiuta circa quarantacinque anni fa dal Corpo Forestale dello Stato per proteggere le aree coltivate più interne dai venti salmastri provenienti dal mare. Di origine naturale è invece la Quercia, mentre il Leccio è presente in modo frammentario sulle cime delle Dune. Il sottobosco della pineta è molto rado e povero di specie poiché i pini, mai diradati, sono troppo fitti. La scarsità di luce solare, la resina dei pini e gli aghi, che coprono completamente il terreno, lo rendono quindi sterile. Fanno eccezione le "Chiarìe", zone circoscritte in cui la maggior umidità e la penetrazione del sole permettono la crescita delle piante autoctone, arboree ed arbustive. Un'analisi ancora più specifica della fascia compresa fra la duna e la pineta, consente di vedere che la macchia mediterranea si presenta con aspetti diversi per struttura e composizione floristica. Tra le specie si trovano il Lentisco, l'Oleandro, il Ginepro, il Carrubo, il Corbezzolo il Mirto. Inoltre, nel retro duna sono presenti numerosi esemplari di eucalipto e di acacia

 

La pianura

Situata tra il litorale e i monti, la piana di Capaccio costituisce un pezzo della piana del Sele, una pianura di tipo alluvionale formatasi nel corso dei secoli grazie al fiume che la solca (il Sele), la resa per Ha è elevata, vi è un tipo di agricoltura a rotazione non estensiva con un grado di meccanizzazione elevato, il risultato di buon lavoro eil riconoscimento di vari prodotti tipici.

 

Le colline e i monti

Il comune di Capaccio è inserito, per il 15 % circa della sua superficie, nel perimetro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Riserva di Biosfera MAB (Man and Biosphere) e dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Dei 1.662 ettari di territorio comunale appartengo al Parco 799 ettari, sono inclusi nella classificazione di Zona l e corrispondono al massiccio carbonatico del monte Soprano (1.087 metri) e delle rovine di Capaccio Vecchio. A quest'area corrisponde anche il S.I.C. "Monte Soprano e Monte Vesole" (Sito di Interesse Comunitario, contrassegnato dal N° 120). Quest'area di notevole pregio naturalistico è caratterizzata da una vegetazione costituita prevalentemente da faggeti, foreste di caducifoglie e praterie di alta quota comprendente. La fauna è ricchissima e comprende molte specie proprie delle aree interne del Parco del Cilento come il Lupo e il Gatto selvatico tra i mammiferi; il Falco pellegrino, l'Averla piccola, la Quaglia tra gli uccelli; il Cervone, il Biacco tra i rettili; l'Ululone a ventre giallo e la Salamandrina dagli occhiali tra gli anfibi.

 

L'ambiente fluviale

Da Nord, i corsi d'acqua minori che percorrono il territorio sono:

Il fiume più importante è il Sele. Si tratta di uno dei fiumi più belli e meno inquinati d'Italia e nel quale si possono incontrare alcune specie rarissime (ad esempio la Lontra, la quale è assente in tutta Europa). Il Sele nasce alle pendici meridionali del Montaglione di Nusco, ma la sua fonte principale è la ricca sorgente dal monte Paflagone, più in basso, presso Caposele. Dopo aver raccolto le acque del territorio di Contursi, le quali producono un particolarissimo fenomeno di sedimentazione minerale causato dalle sorgenti termali, il Sele si unisce con il fiume Tanagro e, serpeggiando nella piana di Paestum, riceve il fiume Calore, il quale gli porta le acque degli Albumi e di parte dei monti del Cilento. A 64 km dalla fonte, sfocia a Paestum nel golfo di Salerno. Il suo bacino idrografico, ricchissimo di sorgenti e di affluenti, anche se brevi, ha un'area di 3.235 km quadrati, e la sua portata media è di 69,30 metri cubi al secondo.

Le acque del fiume, grazie a due acquedotti situati a monte e ad uno sbarramento ubicato a valle, riforniscono tutti i comuni del bacino idrografico del Sele, molte zone della Puglia e della costa cilentana. Inoltre, sono impiegate per l'irrigazione della Piana del Sele. Alla zona della foce corrisponde il Sito d'Interesse Comunitario "Foce del fiume Sele" (S.I.C. contrassegnato dal N° 104). La vegetazione è costituita prevalentemente da formazioni erbacee igrofile e riparali. Vale la pena ricordare, in ultimo, che proprio presso la sua foce sbarcarono e si stabilirono gli antichi greci, esattamente lì dove oggi sorge l'avveniristico museo narrante di Hera Argiva.